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Si intitola “Babylon” il primo singolo che anticipa il nuovo disco di inediti di ELLE dal titolo “Silent search of spring” in uscita il prossimo 20 MARZO.

Sospesa tra trame avant folk e post rock, "Babylon" è una morbida ballata che poi esplode in fragorose code sature di suono dove incroci di voci hanno la presunzione di travolgere di vita l’ascoltatore di turno.

Gli ELLE (Marco Calderano: Guitars // Danilo Ramon Giannini: Voice & Lyrics // Miriam Fornari: Synths & Voice // Giovanni Lafavia: Drums) sono una formazione romana che approda al suo terzo lavoro di inediti in studio dal titolo “Silent search of spring” in pubblicazione per la Urtovox Rec. il primo giorno di primavera (20 marzo 2026).

La Babilonia di cui si parla qui è un luogo in cui perdersi per poi ritrovarsi “sconosciuti” e diversi, cambiati. La lingua che spesso diventa barriera culturale e razziale qui si perde e diventa linguaggio unico, linguaggio di comprensione ed amore. “...sembra di essere a Babilonia... non parlo neanche la mia lingua madre, ma il mio cuore sì..sei tu quello che amerò di più...”. Resta solo nel cuore il vero linguaggio universale.

Il video ufficiale vede la regia di Riccardo Sarti e Danilo Ramon Giannini.
Una sorta di lyric video anni 90 dove attraverso immagini e stralci di testo viene messo in evidenza il cambiamento geo politico avvenuto in questi 30 anni.
Un passaggio dal naturale sentite in senso lato, prima parte della canzone, ad un conseguente “non sentire” figlio di una tecnologizzazione massiva (seconda parte).
In questa coda satura di suoni e voci è narrata la ricerca disperata di ritrovare un contatto autentico, un rapporto vero che sappia curare le proprie ferite.

Racconta la commovente gioia di ritrovarsi attraverso uno sguardo, un contatto epidermico, una parola, dopo aver passato gran parte della propria esistenza
credendosi incapaci di una vera interazione con l’altro. C’è tutto un focus sul linguaggio, ma non didascalico. È il senso del linguaggio, delle parole che a volte sfugge perché non capaci di ascoltare e ascoltarsi davvero. In una intricata e poliglotta Babilonia ritroviamo un amore con un linguaggio tutto nostro. È una Babilonia come dalla storia della torre di Babele?
La confusione delle lingue, il caos? No. La Babilonia di cui si parla qui è un luogo in cui perdersi per poi ritrovarsi “sconosciuti” e diversi, cambiati. La lingua che spesso diventa barriera culturale e razziale qui si perde e diventa linguaggio unico, linguaggio di comprensione ed amore. Resta solo nel cuore il vero linguaggio universale.

“...sembra di essere a Babilonia..
non parlo neanche la mia lingua madre, ma il mio cuore sì...
sei tu quello che amerò di più..”