Abbiamo intervistato il cantautore FEDERICO SIRIANNI che ha da poco pubblicato il suo nuovo disco dal titolo "MAQROLL"; ci ha accompagnato tra le sue nuove canzoni, ci ha aperto le porte del suo universo artistico tra passato presente e futuro.
Buona lettura.

1. Chi è FEDERICO SIRIANNI secondo FEDERICO SIRIANNI ?
Uno scrittore di canzoni, un raccontatore di storie, un autore indipendente, talmente indipendente da essere felicemente “fuori tempo”.

2. Come definiresti la tua musica in tre aggettivi?
Antica, contemporanea, libera.

3. Ascoltando il tuo nuovo lavoro MAQROLL ci si ritrova coinvolti in un vortice di melodie da cui è difficile uscirne. Come è nato questo lavoro? Quali sono le idee che sono alla base delle canzoni che lo compongono?
L’album è ispirato ai racconti del marinaio gabbiere inventato dallo scrittore colombiano Alvaro Mutis. E’ un racconto di viaggio che si dipana attraverso le dieci canzoni del disco. Si potrebbe definire un “concept”, qualcosa di novecentesco. Maqroll è un viaggiatore, un avventuriero dedito a missioni impossibili, un sopravvivente ai naufragi, un grande testimone dell’incollocabilità che è il tema fondamentale di questo mio nuovo album.

4. Considerando una carriera segnata da tanti successi molto apprezzati da critica e pubblico, come e quanto è cambiato il cantautorato in Italia dai tuoi inizi ad oggi?
E’ una domanda complicata, il cantautorato attualmente non è una categoria così ben definita; al suo interno si trovano diverse forme musicali e di linguaggio. Ci sono giovani rapper, ad esempio, che scrivono bene e penso possano considerarsi cantautori, qualcun altro che si definisce cantautore solo perché scrive canzoni di propria mano. Bisogna poi intendersi sulla definizione di cantautore, dibattito antico e che, sinceramente, mi appassiona poco. Quando ho iniziato a pensare di fare questo mestiere, la canzone d’autore viveva un momento di passaggio tra i grandi nomi che hanno caratterizzato gli anni Settanta e Ottanta e una nuova generazione che cominciava a muoversi, ispirandosi a quei (e anche ad altri) “giganti”. Mi sembra che negli ultimi anni tutto sia più fluido, meno stabilito, forse è anche un bene, non ne ho idea. Personalmente mi trovo, come Maqroll, abbastanza incollocabile nella scena della attuale canzone d’autore e mi sta benissimo così.

5. Quali sono i tuoi progetti futuri?
Maqroll è appena nato, vorrei continuare ancora a lungo il nostro viaggio, toccando tanti altri porti, incontrando nuovi equipaggi, sopravvivendo a quanti più naufragi.

6. Se dovessi consigliare tre band contemporanee, quali sceglieresti?
Non sono preparatissimo a livello di band, ti direi i miei amici valdostani L’Orage. Potrei però consigliare un altro paio di amici cantautori non mainstream e di eccellente qualità, il milanese Folco Orselli e il mio conterraneo Max Manfredi. Ma forse nemmeno loro sono particolarmente contemporanei…