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Abbiamo contattato JEAN-LUC STOTE, direttore artistico della Festa della Musica di Brescia che ci ha parlato di questa bella manifestazione che lui organizza da 5 anni.
Buona lettura.


unnamed1. Chi è Jean-Luc Stote secondo Jean-Luc Stote?
Un francese bresciano grande appassionato di musica. Ma non è male neanche il rugby.

2. Come definirebbe la Festa della Musica di Brescia usando tre aggettivi?
Grande, multiforme, entusiasmante.

3. Come mai scelse 5 anni fa di dirigere artisticamente la Festa della Musica di Brescia?
Perché ho sempre trovato che la Festa della Musica “originale”, quella francese, fosse una grande cosa. E allora l'ho proposta all'Amministrazione comunale di Brescia, città che musicalmente frequento da 40 anni. Hanno accettato. Ed eccoci qui.

4. Quali sono le novità dell’edizione 2018 che partirà tra pochi giorni?
Lo spazio per i busker,s dalle 14 alle 16, quando i palchi si fermeranno e suoneranno solo i musicisti di strada. Il Castello elettronico, una grande festa a base di musica elettronica in uno dei più suggestivi spazi di Brescia. E poi la Festa della Musica delle Scuole, che c'è già stata, lo scorso 12 maggio, ed è il nostro orgoglio. Ce ne sono altre di novità, ma dovete venire a scoprirle!

5. Come è avvenuta la scelta del cast artistico della Festa della Musica di Brescia 2018?
Non c'è scelta. Chi si iscrive suona in una delle circa 100 situazioni live di quest'anno. La Festa della Musica non può e non deve fare scelte di
cast, è un evento popolare e “orizzontale”. Che tu sia Bob Dylan o l'ultima band da cantina alla Festa della Musica di Brescia ci sarà spazio per te.

6. In questi 5 anni di direzione artistica della Festa della Musica di Brescia, qual è l’aneddoto che ricorda con più affetto?
Ci sono tanti momenti che ricordo con affetto. Forse la cosa più bella è il giorno dopo, quando tutto è finito e hai visto tante tante persone felici e ti ricordi i volti. Poi cominci a pensare all'edizione successiva.

7. Lavora nel settore della musica da molto tempo: come ha visto cambiare questo settore nel corso degli anni?
I cambiamenti sono stati enormi e non sono ancora finiti. Da appassionato di musica feroce e divoratore di vinili faccio fatica ad approcciarmi alle piattaforme digitali e tutto sommato non ne sento l'esigenza. I cambiamenti tecnologici, di approccio delle band e del pubblico, li conosciamo tutti. Forse non si è ancora abbastanza riflettuto su un aspetto: il desiderio. Avere “tutta” la musica spendendo dieci euro fa diminuire il desiderio. Ricordo perfettamente, perché la vivo ancora oggi, la trepidazione per l'arrivo di un disco nel negozio di fiducia e la gioia di aprire il vinile, guardarlo, toccarlo e poi dare il primo ascolto. Penso che la FdMB, nonostante accada nell'oggi, conservi e promuova un approccio genuino alla musica, fatto di passione, curiosità e voglia di scoprire. Se se ne vanno questi aspetti forse bisogna tirare il freno.